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Seo Audit: i tool e le checklist per fare analisi Seo


Cos’è la Seo Audit?

Proprio come quando ci rechiamo dal nostro medico per fare un check up periodico sul nostro stato di salute, allo stesso modo bisognerebbe porre la stessa cura e attenzione per il nostro sito web. In modo tale, che anche col passare del tempo, esso sia sempre in grado di rispondere ai nostri obiettivi di marketing, senza il pericolo che possa aver subito qualche acciacco di varia natura, tanto da intralciare, seppur in minima parte, il nostro business.

Cos’è quindi la Seo Audit? Si tratta di una verifica della situazione di un sito web volta all’individuazione di problemi, criticità, punti deboli, ed eventuale miglioramento in fatto di posizionamento sui motori di ricerca. Un’attività che è consigliabile fare periodicamente (circa ogni 6 mesi), consentendo al sito di mantenere la sua presenza online sempre con la piena efficenza .

Ma la Seo Audit non è solo una semplice analisi tecnica della situazione del sito in ottica SEO. È fondamentale infatti che essa sia accompagnata dalla capacità di impostare una strategia web, cercare cioè di comprendere le necessità e gli obiettivi del nostro sito, semplificando le attività ed evitando di perdere energie in azioni che rischiano di essere poco profittevoli e quindi poco efficaci. In altre parole, prima di spiegare le vele e fare il passo più lungo della gamba, dobbiamo prima essere sicuri di avere il vento a nostro favore.

Gli obiettivi di un sito web si possono raggruppare in 5 macroaree:

 
  • E-COMMERCE  –  Vendere online prodotti o servizi
  • LEAD GENERATION  –  Generare contatti commerciali. Entrare in contatto con nuovi potenziali clienti con richieste di preventivo o di informazioni
  • INFORMARE  –  Attirare l’attenzione su un determinato argomento
  • BRANDING  –  Aumentare l’autorevolezza della propria azienda
  • CUSTOMER CARE  –  é Il caso dei forum, piattaforme create per le domande e risposte.

Una volta definiti a chiare lettere i nostri obiettivi, insieme al modo in cui vogliamo comunicare, di attrarre clienti e a come fidelizzarli, possiamo incanalare la nostra presenza su Google nel migliore dei modi.

Sono diversi i motivi che ci devono portare a condurre regolarmente una seo Audit: come il cambio algoritmo dei motori di ricerca. Altro ancora il cambio della tecnologia su cui si basa il sito. Oppure quando dopo mesi ci accorgiamo che le esigenze dei nostri clienti sono cambiate e con queste anche il nostro business. Di conseguenza vogliamo essere sicuri che il nostro sito ricalchi fedelmente le nuove esigenze di mercato. È facile infatti che ci siano contenuti che gli utenti non leggono più, probabilmente perché troppo datati o perché affrontano argomenti ormai superati. È importante su questo averne piena coscienza e nel caso correre ai ripari per apporre tutte le azioni correttive necessarie. Sostituendo magari tali tematiche con argomenti più odierni e correlati, e la possibilità di avere più risultati nel breve periodo.

Non sono poche le volte in cui capita di assistere all’errore che commettono molte aziende, quello di ignorare l’importanza di aggiornare sempre il sito web. Come già spiegato in un articolo dedicato.

I tool della seo audit

Per essere sicuri di effettuare una Seo Audit a 360 gradi è consigliabile tenere sotto mano più strumenti. Tra questi sicuramente non può mancare una revisione con Google Search Console, come servizio di gestione del sito. Il servizio di analisi del traffico di Google Analytics. I programmi per l’analisi Seo di Semrush, Seozoom e Majestic, e ultimo ma non meno importante, il più conosciuto software Seo desktop Screaming Frog. Una volta esserci riforniti di questi tool procediamo passo passo alla verifica del sito.

La check list della Seo Audit

Per la Seo Audit è importante avere a disposizione una lista di tutte le attività di check, definita checklist. Di seguito sono elencati 15 tra le attività da svolgere, on page e off page:

1. Impostazione del dominio

È importante scegliere se il dominio deve contenere o no il “www”. Questo perchè se riceviamo dei link alla nostra homepage con il www, ed altri senza il www, Google vedrà questi link come appartenenti e due siti diversi. Impostando il dominio preferito Google li unirà e quindi il backlink ricevuti saranno di più.

2. Presenza del dominio nella serp

Digitiamo sulla barra di Google site:nomesito.estensione e vediamo i risultati della serp: Vi risulta che i link siano tutti presenti? Se la risposta è sì potete stare tranquilli. Se invece vi accorgete che manca qualcosa siete d’avanti a qualche problema di indicizzazione prima ancora che di posizione.

3. Presenza di keyword nei tag

Date uno sguardo ai tag principali che compaiono nella serp: Title, Permalink, Meta Description, e controllate che ci siano le keywords che rispecchino esattamente come voi vorreste la vostra presenza online. Per fare questo è necessario non perdere mai di vista gli obiettivi del vostro sito fra quelli citati in precedenza, e trovare il giusto rapporto con le parole chiave più cercate al momento. Nella sezione “Keyword” di Seozoom potete prendere visione di tutte le statistiche che vi servono per trovare le vostre keyword

Ricordiamo che il Meta Description non influenza direttamente la posizione nella serp, ma siccome compare nello snippet è importante per attirare gli utenti. Verificare altre anomalie sui tag principali, come per esempio i posti dove non abbiamo compilato questi campi o dove invece sono duplicati. In questo caso Screaming Frog è un valido aiuto per avere tutto sott’occhio.

4. Traffico organico

Importante tenere sempre d’occhio la Panoramica del grafico di Google Analytics per vedere se e quanto il traffico organico sia cambiato nel tempo. Se Notiamo un brusco calo di visite ciò può derivare dal fatto che, per qualsiasi motivo, il sito possa essere stato penalizzato, oppure, dopo aver fatto un restyling della struttura, non sono state prese delle precauzioni in ottica SEO. Nella sezione Query inoltre controlliamo quali sono le keyword che ci danno più visibilità e quali meno, e se è il caso di sostituirle con altre.

5. Contenuti duplicati

Google tende a penalizzare le pagine che presentano elementi duplicati. Se infatti vediamo che due pagine hanno lo stesso tag titolo, lo stesso permaliInk, o lo stesso contenuto , ciò tende a far comparire sui risultati di ricerca solo una delle due pagine. Differenziandole, invece, aumenteremo i posizionamenti di queste pagine comparendo per più parole chiave. Andiamo quindi sulla voce “miglioramenti html” di Search Console e verifichiamo se e dove si verifica la duplicazione. Per vedere invece anche contenuti duplicati all’esterno del nostro sito usiamo il tool Copyscape. Basta digitare il contenuto sulla barra di ricerca.Se un sito ha un contenuto simile al nostro questo verrà evidenziato.

6. Errori 404

Una pagina non trovata potrebbe essere un problema sia per noi e per i nostri utenti che potrebbero abbandonare il sito, ma grazie a Search Console possiamo risolvere il problema dalla radice andando su “errori di scansione” . Per ogni pagina non trovata infatti si può vedere da dove parte quel link, in modo da risolvere subito il problema modificandolo, e inserendo la pagina corretta.

7. Problemi di scansione

Sotto la voce “statistiche di scansione”,  (sempre su Search Console), sapere quante pagine Google prende ogni giorno, o vedere se il tempo di risposta si alza improvvisamente, è un dato molto importante. Un tempo di risposta alto potrebbe avere come conseguenza la diminuzione delle pagine scansionate giornalmente.

8. Check del file robot.txt

Ancora Search Console ci viene in aiuto con il tool  “tester del file robots.txt” controllando eventuali avvisi o errori. Inserendo l’url specifico potremmo verificare l’accesso per ogni singolo spider di Google. Il robots.txt è uno dei primi file che Google legge sul nostro sito, bisogna quindi fare molta attenzione alle diciture presenti. Può infatti capitare di non dare accesso ad una cartella specifica, oppure a googlebot-image, lo spider che legge le immagini.

9. Problemi con la sitemap

La sitemap ci consente di comunicare velocemente tutti i file e tutte le pagine del nostro sito a Google, è importante però strutturarla bene con tutti gli url del sito. Possiamo usare gli strumenti di generatori di sitemap on line. Tra questi Xml-Sitemaps, per essere sicuri di non commettere errori.

10. Indicizzazione delle immagini

L’aspetto più importante che dovrebbe avere un’immagine è l’aggiunta dell’attributo ALT. Una volta controllato questo è consigliabile anche che la parola chiave sia all’interno del nome del file. Per vedere in modo rapido quante immagini sono indicizzate digitiamo il nostro sito sulla barra di Google e facciamo la ricerca con Google immagini.

11. Velocità di caricamento

Una pagina HTML può richiamare al suo interno file in JavaScript e CSS, Questi fattori però possono contribuire a rallentare la performance di caricamento di una pagina web… Verifichiamo ciò con il software Pagespeed Insights, che ci darà eventuali segnalazioni e consigli su velocità, usabilità (anche da dispositivi mobile) ed esperienza utente, dando un punteggio da 0 a 100.

12. Evoluzione dei backlink

La popolarità di un sito si misura che dal numero dei link in ingresso che riceve da siti esterni. Nella voce “link che rimandano al tuo sito” di Search Console restiamo sempre aggiornati sui link che riceviamo.

A seconda di quello che osserviamo possiamo farci diverse domande… I domini su cui siamo stati linkati possono essere interessanti dal punto di vista del nostro business? Oppure sono dannosi e magari provenienti da siti penalizzati? Nell’ultimo caso possiamo utilizzare la procedura “Disavow” di Google per chiedere la rimozione dei banklink. Majestic offre anche un’analisi molto efficace di tutti i backlink che rimandano al nostro sito..

In una sezione apposita possiamo anche confrontare i vari domini tramite competitor, In modo da avere un’idea su quanto dobbiamo investire in strategie di link building per recuperare terreno rispetto alla concorrenza.

13. Richieste di rimozione di pagine

Se una pagina del nostro sito ha informazioni scomode è una persona richiede a Google di rimuoverla dai risultati, potremmo vedere queste richieste in questa sezione “rimozione url” di SC e decidere eventualmente di modificarne il contenuto.

14. Problemi di sicurezza

E’ difficile accorgersi  subito quando un cracker entra nel nostro computer. Quando questo succede vediamo, che nei risultati di ricerca, sul nostro sito appare un etichetta di Google, che indica agli utenti i problemi presenti. Sulla voce “problemi di sicurezza” (SC) Google ci viene incontro segnalandoci errori o eventuali presenze di malware. Risolto il problema l’etichetta verrà rimossa in poco tempo.

15. Impostazione delle notifiche

E’ buona prassi impostare le notifiche via email per essere aggiornati in tempo reale su tutti gli eventuali problemi. Lo si può fare andando alla voce “preferenze” di Search Console e mettendo la spunta all’opzione “Attiva notifiche email”.

Per essere sicuri di fare un buon lavoro su tutti i fronti è molto probabile che molti elementi fin qui elencati dovranno essere dati in mano ad enti di terze parti. D’altronde se parliamo di investire in seo Audit  è innegabile che ciò voglia dire investire anche in termini  più o meno economici. Difatti la lista delle azioni da compiere risultano suddivise in figure professionali, alcune attività dovranno essere date in mano ad uno sviluppatore o un webmaster, laddove i cambiamenti sono da fare soprattutto al livello tecnico, altre ad un professionista SEO, altre ancora ad un copywriter per il miglioramento dei contenuti. Sta a noi decidere fino a che punto abbiamo la possibilità di migliorare la nostra presenza online, con la consapevolezza che una Seo Audit periodica e costante è un passo fondamentale per il miglioramento del sito, della nostra strategia marketing. e quindi anche del nostro business.

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