LUCE e FOTOGRAFIA:  ISO – TEMPI – APERTURA FOCALE » CubeTech

LUCE e FOTOGRAFIA:  ISO – TEMPI – APERTURA FOCALE


ISO, Tempi di Scatto, Apertura Focale

fotografia tempi di scatto
Esempio di scatto fotografico con tempi brevi

Parte 1: ISO

Perché quando si parla di fotografia si parla di ISO, tempi di scatto e apertura focale? Questi 3 elementi sono strettamente connessi tra di loro, e per chi si avvicina alla fotografia sono elementi che dovranno essere assimilati quanto più possibile.. Ma qual è la differenza tra questi tre elementi.

Per poter spiegare la differenza bisogna prendere come riferimento la più potente macchina fotografica da sempre esistita al mondo, il nostro occhio. La nostra macchina fotografica, digitale o analogica che sia, il nostro smartphone o la reflex, utilizzano esattamente lo stesso principio dell’occhio umano.

L’occhio ha al suo interno milioni di sensori che raccolgono le informazioni che vengono riflesse sugli oggetti che stiamo osservando per poi essere rielaborate all’interno del nostro cervello. La massima visuale che i nostri occhi riescono a catturare sarà di 180 gradi e la quantità di luce che riusciremo a percepire sarà influenzata dalla grandezza della pupilla.

Questo è appunto il meccanismo che utilizzano tutte le fotocamere presenti sul mercato. Andiamo ad analizzare meglio questi concetti.

ISO = SENSIBILITA’ DELLA LUCE

Cosa intendiamo con sensibilità della luce? E’ la capacità della fotocamera di poter catturare la luce.

Guardiamo questa immagine

fotografia - differenza tra iso bassi e iso alti
Differenza tra iso bassi e iso alti

Qui è ben visibile la differenza nell’usare ISO bassi (ISO 100) rispetto ad usare ISO alti (ISO 3200) a destra.

Quello che viene generato a destra viene chiamato rumore. Ma perché ciò avviene? Abbiamo detto che l’ISO e la capacità della fotocamera di catturare la luce. Quindi possiamo immaginare che ci sia un limite per le fotocamere nel catturare questa luce. E’ un po’ come avere una scatola e voler riempire questa scatola con qualcosa di sempre più grande. Potremo allargare e piegare la scatola fino ad inserire tutto ciò che ci serve ma sarà così piena che non ci potrà garantire più che le cose stiano perfettamente dentro senza essere rovinate

fotografia - il limite delle reflex con gli iso
Il limite delle reflex con gli iso

Catturare la luce con il sensore

C’è da specificare ancora una cosa a riguardo. Ho scritto che l’ISO è la capacità della fotocamera di catturare la luce. E’ giusto specificare che il componente che è più direttamente interessato a questo processo è il SENSORE. La grandezza del processore determinerà in buona parte questa capacità nonché bisogna sempre tenere in mente che sarà appunto la capacità (qualità) del sensore a determinare il limite massimo oltre il quale una foto con rumore potrà essere considerata accettabile. Ovviamente maggiore sarà la qualità del sensore, maggiore sarà il costo della reflex.

Ciò però non obbliga un utente a comprare una macchina professionale. Infatti per quanto sia importante il sensore, gran parte del lavoro sarà attribuita all’ottica che andremo ad affiancare. Questo perché, come vedremo più avanti, le ottiche saranno la scelta alla quale dedicare maggior tempo in quanto l’ottica usata ci permetterà, tra le tante cose, di catturare più o meno luce. Quindi a parità di macchina fotografica l’utilizzo di un obiettivo molto luminoso ci permetterà di affrontare situazioni di luce critiche e di conseguenza utilizzare ISO più bassi evitando così di avere quel fastidioso rumore che abbiamo visto in precedenza.

Parte 2:  TEMPI

Osserviamo subito 2 immagini

fotografia - tempi di scatto lunghi
Foto by: Patrick Rochonraccolta foto con le scie luminose di patrick rochon
fotografia - tempi di scatto brevi
Esempio di scatto fotografico con tempi brevi – fonte

“Vedere” con tempi diversi

Basta un solo parametro per cambiare in maniera significativa lo scatto che vogliamo realizzare. Nelle due foto possiamo osservare come la scelta del tempo abbia determinato lo scatto dando a chi osserva, sensazioni diverse. Nella prima foto viene usato quello che viene definito come “tempo lungo di esposizione”, es: 10 s, mentre nel secondo scatto è usato un “tempo breve di esposizione”, es: 1/500 s. I tempi possono andare da millesimi di secondo fino a minuti.

  • 1/8000 s
  • 1/4000 s
  • 1/2000 s
  • 1/1000 s
  • 1/500 s
  • 1/250 s
  • 1/125 s
  • 1/60 s
  • 1/30 s
  • 1/15 s
  • 1/8 s
  • 1/4 s
  • 1/2 s
  • 1 s
  • 2 s
  • 10 s
  • 20 s
  • 30 s
  • 60 s
  • B (bulb) — l’otturatore rimane aperto finché il fotografo tiene premuto il pulsante di scatto.
  • T — l’otturatore rimane aperto fintantoché l’operatore non ri-preme il pulsante di scatto.

Programmi di scatto semiautomatici B e T

Generalmente questa ampia gamma di tempi viene data dalle reflex. Macchine digitali possono fornire un controllo sui tempi limitato, ad esempio nelle digitali compatte difficilmente avremo opzioni come B e T.

Probabilmente, tra gli elementi che stiamo prendendo in considerazione, il tempo è l’aspetto più difficile da controllare, ma è anche l’elemento che ci permette di ottenere una vasta gamma di possibilità fotografiche. Le due immagini proposte, sono solo infatti, due delle tante possibilità che possiamo ottenere nei nostri scatti.

Naturalmente trovare il giusto tempo di scatto non è impresa semplice. Servono numerose prove e scatti prima di capire quale scegliere ma per avere un buon punto di riferimento dal quale partire possiamo considerare 1/60 s.  Questo valore ci consentirà di fotografare e di bloccare l’immagine di una persona che cammina. Valori maggiori come 1/40 s, 1/20 s, 1 s ci daranno un effetto di scia, mentre valori minori come 1/80 s, 1/150 s, 1/500 s ci permetteranno di bloccare il soggetto senza effetti di scia.

Un altro esempio dato dall’uso dei tempi è quello dell’acqua. Con tempi alti (es: 1/20 s, 1/4s, 2s, 10s) potremo ottenere un effetto fluido fino a raggiungere il cosiddetto effetto seta

fotografia con tempi di scatto lunghi
Foto con tempi di scatto lunghi

oppure ottenere l’effetto opposto

fotografia - tempi di scatto brevi, effetto freezer
Foto con tempi di scatto brevi – fonte

Parte 3:  DIAFRAMMA

Arriviamo all’ultimo dei tre elementi fondamentali nella fotografia. Più precisamente il diaframma ci da la possibilità di mettere in risalto i soggetti. Anche in questo caso varia molto a seconda se stiamo dando risalto a qualcosa in primo piano, come il ritratto di un soggetto, oppure se stiamo riprendendo qualcosa di più ampio come un panorama.

Anche in questo caso le immagini valgono più di mille parole

fotografia - esempio di diaframma aperto
Foto travel contest national grographic 2015
Foto by: Anais Angoulvant – fonte
fotografia - esempio di diaframma chiuso
Foto travel contest national geographic 2015
Foto by: Derek Gerstmann – fonte

Nelle nostre reflex questo parametro sarà evidenziato e gestito sotto la voce F 1.8….F 32 I valori possono cambiare notevolmente. Quello che è importante da capire è la seguente cosa:

Se abbiamo un valore molto piccolo come: F 1.8 vuol dire che il nostro diaframma è molto aperto, questo influenza:

  • Una profondità di campo minore, come nel caso della foto precedente dello Sloth. In quel caso si può notare in modo preciso come tutto ciò che sta dietro al soggetto risulta sfuocato.
  • Una maggiore quantità di luce percepita dal sensore.

Anche in questo caso è bene tenere a mente che lo sfuocato generato nella foto è direttamente influenzato dal tipo di ottica che abbiamo. Quindi potremmo, a parità di corpo macchina, avere un soggetto più nitido o meno a seconda dell’ottica usata.

Se abbiamo un valore molto grande come: F 32 vuol dire che il nostro diaframma è molto chiuso. Di conseguenza avremo:

  • Una profondità di campo maggiore, come nel caso della seconda foto. Si può notare come sia possibile osservare tutti i dettagli del paesaggio senza un netto contrasto tra soggetto e sfondo, come nel caso precedente.
  • Una minore quantità di luce.

Normalmente è anche possibile notare come cambia questo parametro negli obiettivi non fissi, in cui cioè è possibile regolare lo zoom. Se ci facciamo caso, questi obiettivi hanno due valori di F.

Ad esempio nel mio 18-55 STII canon, sono presenti i valori minimi F 3.5 quando l’obiettivo si trova a 18 mm e F 5.6 quando l’obiettivo si trova a 55mm.

Significa che lo zoom mi penalizza sulla quantità di luce che posso utilizzare e di conseguenza sarò costretto ad alzare gli iso oppure i tempi per riuscire ad avere la quantità di luce ideale.

Una regola che non vale sempre

Attenzione questo concetto, come abbiamo accennato, non vale sempre. Tutto dipende anche dal tipo di obiettivo che abbiamo. Esistono infatti obiettivi che non perdono il valore più aperto di diaframma anche nel caso di zoom molto elevati. Come nel caso del canon 70-200 serie L che mantiene anche a 200 mm un valore di diaframma pari a 2.8. Naturalmente tutto ha un costo e di conseguenza non aspettatevi di poter trovare obiettivi così a poco prezzo.

Come sempre consiglio di sfruttare al meglio ciò che si ha in possesso poiché troppo spesso pensiamo che la bellezza di una foto derivi necessariamente dalla tecnologia che abbiamo nelle mani, come accennato negli articoli precedenti. Anzi, saper usare al massimo un 18-55 vi consentirà di trovare nuove strategie per poter ottenere il massimo da ciò che avete. Questo vi farà cambiare numerosi punti di vista aprendo notevolmente la vostra mente a nuovi modi di pensare la fotografia e lo scatto.

Come sempre vi invito a seguirmi e a cliccare mi piace. Condividete se  vi è piaciuto l’articolo, ma soprattutto commentate. Avrò piacere a rispondere a tutte le vostre domande.

Metti un like sulla nostra pagina facebook, ma soprattutto commenta i nostri articoli per dirci la tua , per ricevere suggerimenti o per proporre un argomento di cui parlare.




Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*
*